sabato 25 luglio 2015

Scintille e Storie a Passeggio... il giorno dopo!

Una bella passeggiata lungo il fiume ci accompagna in mezzo al paese di Forno fino alla maestosità della Filanda.

Non c'ero mai stata. E' vergogna, lo so, abito a pochi chilometri, mia sorella ha vissuto al Forno per quasi dieci anni.. e io non avevo mai visto la Filanda così da vicino!

Scintille - Filanda di Forno - Lunatica Festival 015 - Laura Curino
Foto: Studio 47



Storie a Passeggio


Mentre i tecnici sono all'opera per mettere a punto le luci e l'audio, attorno al palco dove si esibirà tra qualche ora Laura Curino, il pubblico è raccolto da Benedetta, Giovanna e Adriana, del Gruppo Le Falene, che ci accompagnano in un viaggio nel tempo a spasso per la Filanda.
Giovanna e Benedetta parlano di archeologia industriale, di macchinari e di condizione femminile mentre Adriana interpreta una giovane lavoratrice della Filanda... Un'ora ricca, in cui hanno trovato posto anche Arianna, Teseo e Penelope, con le loro storie...tessili.

La struttura è bellissima ed è emozionante addentrarvisi immaginando al suo interno gli uomini e le donne chini sulle macchine o i soldati tedeschi che, proprio qui a Forno, furono gli artefici di una delle numerose stragi che hanno segnato la nostra Provincia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo una pausa fatta di savoiardi e vino bianco, ci accomodiamo in attesa di Laura Curino. Lo spettacolo tarda, il bus navetta continua ad accompagnare spettatori fin quasi alle 22:00, ma nessuno si lamenta. Si sta bene qui, nel cortile della Filanda, l'aria è frizzante e il suono del fiume che ci scorre accanto, misto al frinire delle cicale, rasserena l'attesa...

Scintille


Si spengono le luci. Ci siamo!

Laura è sola sul palco, ma vestirà i panni di Caterina, di Rosa, di Lucia e di Dora.
Il racconto ci conduce su un vapore che porta la famiglia "all'America", alla ricerca di un riscatto dalla vita contadina, una vita di stenti nella povera Italia di inizio Novecento.

Trovano subito lavoro nella Factory, le donne. Costano meno, hanno mani più piccole e precise, non sono abituate a protestare, le donne, soprattutto se immigrate. La Fabbrica è l'edificio di molti piani, dove si cuciono camicie a cottimo, tutte vicine, senza pause, dall'alba al tramonto.

Rosa, la figlia più piccola di Caterina, cadrà presto vittima delle attenzioni del caporeparto mentre la maggiore, Lucia, si farà trascinare da Dora nel vivo della contestazione, alle riunioni del Garment Workers Union, il sindacato.

Scintille - Filanda di Forno - Lunatica Festival 015 - Triangle Factory
Foto: The 1911 Triangle Factory Fire


Laura ci porta con sé avanti e indietro tra la fabbrica e le mura domestiche, dove c'è l'Uomo, il Marito, disoccupato, che non riesce a integrarsi ed è costretto a farsi mantenere dalle femmine. Ci accompagna tra vicini scomodi, che fanno antipatia: negri! calabresi! napoletani! ebrei! Ci mostra, attraverso gli occhi di una giovane donna di inizio Novecento, l'attaccamento al lavoro, il pensiero che, alla fine, fortuna ad averlo, un lavoro. Che importa se il caporeparto approfitta della sua posizione? Che importa se vengono tolti soldi dalla busta paga? Che importa se non c'è tempo nemmeno per andare al bagno? Che importa se ogni giorno c'è il rischio di essere licenziate? "La vita va così... lascia che alle grandi questioni pensi chi ha studiato..."

Il racconto talvolta diverte, più spesso commuove, Laura si muove sicura tra gli strumenti della fabbrica, tra i gesti delle operaie, mentre le sue parole non conoscono pause e, inarrestabili, ci tengono appesi alle sue labbra, fino al 25 marzo del 1911, il giorno dell'incendio.

Centoquarantasei persone persero la vita, in quell'incendio divampato all'ottavo piano della Triangle Shirtwaist Company, chiuse a chiave all'interno del luogo di lavoro, perché non uscissero prima del tempo. Centoquarantasei nomi e cognomi che vengono pronunciati da voci fuori campo a conclusione dello spettacolo, strappando lacrime che fino a quel momento almeno i più tenaci spettatori erano riusciti a trattenere (ehm...).

Laura Curino è salutata da un lungo applauso che la richiamerà sul palco ben tre volte e la costringerà a riprendere la parola, dapprima per rimarcare il senso della serata, il valore dell'8 marzo e i troppi elementi in comune tra quel tempo e i giorni nostri, poi per ringraziare la dottoressa Marina Babboni, direttrice artistica di Lunatica Festival, e per mostrare la sua vicinanza a questa manifestazione che, a causa delle scelte politiche che coinvolgono le Provincie, rischia di R-Esistere, ancora, solo, per quest'anno. L'ultimo.



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