mercoledì 29 luglio 2015

Inferno Novecento... il giorno dopo!

Nella meravigliosa cornice del Castello di Lusuolo, recentemente ristrutturato, non c'è più un solo posto a sedere. Il pubblico è accorso numeroso per assistere a Inferno Novecento, lo spettacolo di Sandro Lombardi e David Riondino che promette l'incontro tra Dante Alighieri e i grandi miti del nostro tempo.

Si alternano Lombardi e Riondino, recitando divinamente la Commedia uno e tratteggiando figure contemporanee l'altro.





Ed è come in una danza che appaiono la Masina, Fellini, Mastroianni, la pecora clonata Dolly. Tutti protagonisti del primo girone dantesco, il Limbo, dimora delle anime senza peccato, benché prive di fede.

Nel secondo girone, quello dei Lussuriosi ci attendono, in un unico abbraccio, Dodi Al Fayed e Paolo, Francesca e Lady Diana, due coppie e un unico tormento, due amori e un unico, triste epilogo.

Un salto e siamo nel quinto cerchio, tra gli Iracondi e nel fango che ribolle scorgiamo Saddam Hussein, il dittatore.

Nel settimo cerchio due donne, entrambe suicide, alternano le loro storie con quella di Pier delle Vigne. Sono Celia Hart Santamaria, rivoluzionaria cubana e Marilyn Monroe, che solo qui, nell'inferno dantesco, ritrova la pace, per mezzo di una morte auto inflitta come unico, definitivo gesto di affermazione di sé.

Nell'ottavo cerchio, tra i fraudolenti, le parole di Oriana Fallaci ci raccontano di Giulio Andreotti, e della sua intelligenza sopraffina; a fianco c'è Guido Da Montefeltro, il perfido sicario del papa.
C'è anche Pier Paolo Pasolini e il ritrovamento del suo corpo, raccontato da Lombardi, ancora ferisce. Si trova a fianco ad Ulisse che sì, peccò nella vita... ma chi non l'ha amato?




Ancora si scende, nel doppio inferno, in un viaggio nel tempo che lascia poco spazio agli applausi e molto all'ascolto.

Il fiato è sospeso nella meravigliosa lettura della morte del conte Ugolino e dei suoi figli, e resta tale nella narrazione del brutale omicidio dei ventuno cristiani egiziani per mano dei terroristi dello stato islamico. 

Lo spettacolo si conclude nella Giudecca, qui è ben piantato Lucifero e tornano le parole di Oriana Fallaci a prestare la voce all'11 settembre 2001.

Un applauso scrosciante ha salutato il buio in scena; le mani quasi mai battute fino a quel momento, hanno trovato liberazione e sollievo, nell'omaggiare due grandi artisti, una grande interpretazione e dei grandi testi.

BRINDA ALLA LUNA
Al termine della manifestazione Lunatica Festival ha offerto al pubblico il suo Brinda alla Luna.
Splendidi vini, fiori all'occhiello del Bancarel'Vino di Mulazzo, hanno deliziato gli ospiti. Un bianco e un rosso dell'Azienda Agricola Il Posticcio, di Lusuolo; rossi eccezionali del Podere Fedespina ad Arpiola di Mulazzo; un Candia di Roberto Castagnini (perché Lunatica unisce da sempre la Lunigiana alla costa!) e un Vermentino della DOC Colli di Luni, dell'Azienda Biologica Boriassi.

Il vino ha accompagnato la declinazione "estiva" della celeberrima Torta d'Erbi lunigianese, preparata con verdure fresche dell'orto di Annamaria Palazzo, titolare dell'omonimo panificio con sede a Filattiera.

(Ringrazio Paolo Ferrari Vivaldi per le preziose indiscrezioni sui protagonisti dell Brinda alla Luna!)



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